Non voglio debiti, pago tutto cash! Tradotto: come mandare a gambe per aria la tua azienda in un lampo!

Lo so che sei una persona corretta, etica, brillante e soprattutto precisa! Lo so perché se questo titolo ha catturato la tua attenzione significa che sei come me!

Sei un imprenditore che non dorme se sa che deve pagare un euro ma che dorme benissimo se un euro lo deve avere.

Come me, sei un imprenditore che prima paga gli altri e poi pensa a se. Quando dico gli altri, mi riferisco ai dipendenti che meritano e a tutti i fornitori che si sono guadagnati la mia fiducia.

Però, c’è un però!

Questa, purtroppo non è la mentalità giusta per crescere.

Sia chiaro, non ti sto dicendo ti tirare dei chiodi, anzi.

Ti sto dicendo che quella convinzione un po’ anni 80 non regge più.

Pago subito.

Pago cash.

(A volte) Pago meno.

L’unico effetto certo è l’uscita finanziaria, gli aspetti positivi invece, devi valutarli con molta attenzione ma come vedrai, non ce ne sono! Soprattutto di questi tempi.

Quando pagare subito ha un effetto positivo?

Ti tolgo subito il dubbio: MAI!

Sia chiaro, non mi riferisco agli acquisti semplici. Quelli li puoi gestire come meglio credi, ci mancherebbe.

In quei casi è giusto sfruttare un po’ di potere contrattuale per spuntare un prezzo più basso, anche a scapito di qualche anticipo finanziario.

Se l’acquisto è complesso, un investimento per capirci, non devi mai anticipare il pagamento anche a fronte di uno sconto improntare.

La risposta al quando mi conviene davvero pagare subito? non è dipende, bensì basata su precise considerazioni che adesso ti spiego.

Anche se normalmente, la risposta è MAI!

Prima di tutto, prendi in mano una situazione contabile.

Non fare quella faccia! Non posso pensare che la tua contabilità sia dal commercialista o dall’associazione di categoria.

E non posso neanche pensare, se la tua contabilità è tenuta internamente, che la tua prima reazione sia stata speriamo che Sabrina (nome di fantasia) abbia aggiornato la contabilità!?

Ti prego no!

Non infierisco ulteriormente ma ormai lo sai anche tu questo non deve succedere, non puoi pensare di governare un’azienda senza avere sempre disponibili i tuoi dati.

Nel caso specifico non conoscere i tuoi potrebbe metterti in forte imbarazzo anche con la banca, oltre che con tutti i tuoi amici e colleghi.

Per carità, non che le banche siano “esseri puri” difronte ai quali cospargersi il capo di cenere.

Lungi da me.

Ma purtroppo nella maggior parte dei casi le operazioni di cui tu hai bisogno sono gestite da funzionari che di imprese e come funzionano non ci campiscono nulla.

Almeno fatti trovare pronto.

Non è detto che capiscano, ma magari saranno obbligati a farti parlare con qualcuno che ci capisce.

Torniamo a noi.

Il metodo più veloce per capire se, come e quando puoi pagare subito un investimento è legato ad un semplicissimo grafico.

In realtà non ci sarebbe bisogno neanche di quello ma un po’ colore aiuta sempre l’analisi e rallegra gli occhi difronte a tanti numeri piatti.

Non trovi?

Bada bene, non dipende dai soldi che hai banca sui conti correnti attivi! Il ragionamento è un po’ più complesso.

Ma non temere, l’unico che te lo può spiegare in modo semplice sono io.

Prendi il bilancio di verifica aggiornato, guarda lo stato patrimoniale e dividi l’attivo dal passivo

Fin qui dovresti essere andato benissimo. Se invece hai qualche difficoltà, prendi la tua respinsabile amministrativa o il tuo commercialista e stressalo un pochino con qualche domanda.

In ogni  caso, se non riesci da solo a fare questa estrazione di dati fattela insegnare.

Promettimelo. Ne va del futuro della tua azienda!

L’obiettivo è riclassificare lo stato patrimoniale in modo molto semplice, anche per uno che non sa riconoscere il dare dall’avere.

Ma questo non è il tuo caso, ne sono sicuro.

Foglio in mano, guarda le voci del passivo e dividili in 4 blocchi:

  1. Cassa e banca attiva. Questo è facile. Mettici anche gli assegni se li hai. Tanto se sono buoni sono liquido anche quelli.
  2. Crediti commerciali, altri crediti e altre voci attive. La difficoltà, per questo blocco non è capire se sono crediti commerciali oppure no, ma andare ad identificare tutte le altre voci. Ti levo un pensiero, questa voce tienila per ultima, la riempi con quello che rimane perché, come vedrai, i raggruppamenti successivi sono semplicissimi.
  3. Magazzino. Direi che non devo spiegarti nulla. Qui va a finire tutto il tuo magazzino. E se non ho ancora fatto un inventario o non ho un numero che esprime il valore del magazzino? Male! Devi iniziare a mettere le mani in alcuni processi interni per snellire la conta e la valorizzazione. Questo dato lo devi avere preciso al centesimo. No excuses!
  4. Immobilizzazioni o volgarmente, cespiti. Anche in questo caso l’individuazione delle voci dovrebbe essere poco difficile. Prendi tutte le voci delle immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e, se ne hai, patrimoniali. Prendi anche tutte le voci che si riferiscono ai relativi fondi di ammortamento (potresti trovarli nel passivo visto che hanno segno avere, quindi negativo).

Ben fatto! Hai appena riclassificato lo stato patrimoniale attivo! Sei a metà dell’opera.

Sei pronto ad andare oltre?

Passiamo al passivo patrimoniale.

Ancora una volta, bilancio di verifica alla mano, guarda il passivo dello stato patrimoniale e crea 5 blocchi:

  1. Debiti finanziari a breve. I tuoi conto correnti passivi. Non mettere il saldo dei conti attivi e dei conti passivo, scrivi qui solamente i debiti. I conti corrente con saldi attivi li devi mettere nell’attivo.
  2. Debiti commerciali e altri debiti a breve. Qui aggiungi i debiti verso fornitori e tutte quelle voci del passivo che non trovano un posto negli altri raggruppamenti.
  3. Debito finanziari a medio lungo termine. Mutui e finanziamenti ne hai? Bene, allora mettili in questo raggruppamento.
  4. Altri debiti a medio lungo termine. Qui dovresti aggiungere le altre passività a lungo termine (come il prestito soci, ad esempio) e il TFR dei tuoi dipendenti. Se accantono anche il TFM (trattamento fine mandato amministratori) aggiungi anche quello. Infine, aggiungi anche i fondi rischi, sperando di usarli il più tardi possibile o magari non usarli mai.
  5. Capitale proprio. Somma il capitale sociale alle riserve (tutti i tipi, legali, straordinarie, da accanto utili, ecc.) e aggiungi il risulto economico del periodo analizzato. Ed ecco calcolato il tuo patrimonio netto o capitale netto.

Se hai concluso anche questo passaggio fatti un applauso perché hai appena riclassificato uno stato patrimoniale.

Cosa non banale! Te lo assicuro.

Ma il bello viene adesso.

Ma prima una domanda, lo sai che se sei una societò di persone questo gioco non lo puoi fare? Ebbene si, non lo puoi fare perchè il patrimonio della società è anche il tuo e quindi a nessuno interessa come paghi perchè tanto i chi rischia, come al solito e più del solito, sei solo ed esclusivamente tu!

Te lo spiegherò meglio in un altro articolo, ma ora no!

Perché leggere lo stato patrimoniale e importante almeno tanto quanto leggere un conto economico?

Qui trovi tantissime informazioni utili per la tua gestione e per prendere decisioni importatantissime lo stato patrimoniale è uno strumento da tenere sempre sotto mano.

Ci sono delle voci che nascondo alcune insidie e che per questo deve essere sempre tenute sotto controllo se aggiornate.

Ma questo non è un problema! Lo so che ormai hai catechizzato i tuoi contabili (dall’amministrativa al Commecialista al funzionario dell’associazione di categoria) e tutto fila liscio come l’olio!

Se non è così e hai bisogno e hai bisogno di un’analis dettagliata per progettare il tuo sistema di controllo vai a curiosare nel menu risorse consigliate!

Costruire il diagramma di struttura

E finalmente siamo arrivati al bello.

Qui ti giochi la faccia con i tuoi amici imprenditori.

Nella maggioranza dei casi queste cose manco le guardano.

E anche se le guardano, non le capiscono.

I manager esperti invece si affidano a questo strumento per capire in un secondo il grado di salute di impresa, la capacità di investimento o la necessità di finanziamento.

In un minuto.

Non sto scherzando.

Basta saperlo leggere e tu sei fortunato perché… ora te lo spiego io.

IMMAGINE

Cosa ti dicono queste due barre colorate e come ti possono aiutare per capire se vale la pena di pagare subito oppure no (anche se la risposta, non mi stancherò mai di dirtelo, è NO!)

Prunto 1 – Capitalizzazione della tua azienda

C’è un rapporto che ogni banca o investitore guarda con molta attenzione e che anche tu dovresti controllare.

Impatta direttamente con lo scoring che la tua azienda ha nei confronti della banca e per questo devi lavorarci subito!

Fai questo rapporto: Capitale proprio / Totale passivo

Quando esce? Maggiore o minore di 1/3?

Se il rapporto è minone di la domanda che ti faccio è: se non ci credi tu nella tua azienda, perché dovrebbe crederci la banca o qualunque altro investiore?

E’ facile come ragionamento. Questo rapporto non deve mai essere inferiore a 1/3 perchè:

  • La banca lo valuta molto positivamente (anche se per ironia loro sono le prime ad evere questo rapporto estremamente ridotto);
  • I tuoi indici migliorano rapidamente;
  • Se per qualunque motivo non tira una buona aria per qualche anno e macini delle perdite, magari non sei costretto a chiudere!

Basta tirare fuori utili. Lascia i soldi in azienda e finanzia lo sviluppo. Almeno fino a quando questo rapporto non raggiunge il livello che ti ho detto. E se anche arrivi a 1/3, continua ad accantonare utili, servono a garantirti il tuo futuro, sotto tanti aspetti.

Non mi stancherò mai di dirtelo, capitalizza la tua azienda! Anche perchè se tiri fuori dei soldi adesso e le cose vanno male dovrai rimmetterli dentro l’attimo dopo e magari con conseguenze peggiori!

Punto 2 – Sei pieno di soldi! Complimenti!

Se questa è la tua situazione, chiamami subito!

Sei un cliente che tutti quelli che sanno analizzare i numeri vorrebbero. Passivo corrente abbondantemente coperto dall’attivo corrente e senza lo smobilizzo del magazzino, situazione strepitosa! Se l’attivo corrente è composto principalmente da banche attive anche meglio. Se invece è composto soprattutto da crediti, occhio!

Scommetteresti sul fatto che sono tutti buoni? I debiti sono sempre certi, i crediti non sempre lo sono!

Ma allora, in questa situazione, mi conviene pagare subito l’investimento? 

No, no e poi no! Anche se hai i soldi in tasca. Potresti, per carità! Ma con i tassi che ci sono oggi non ti conviene lavorare con i tuoi soldi, ti conviene farteli prestare dalla banca.

In questo modo non rovini il rapporto e il tuo scoring sarà positivo.

Punto 3 – The normal one

Sembra detto in senso dispreggiativo ma in realtà non è così. Questo è il caso che il libri di ragioneria di 30 anni fa classificavano come “normale”.

Oggi questa situazione è molto difficile da trovare.

Il passivo corrente è coperto dall’attivo corrente con l’aiuto del magazzino.

Come si dice, bene ma non benissimo.

Il magazzino come i crediti non è mai tuffa roba buona e se domani dovessi liquidare la tua azienda, in questa situazione, il valore diminuerebbe.

In ogni caso non preoccuparti. Questa situazione è nella norma.

Il capitale fisso è coperto dal capitale proprio e il passivo consolidato e quindi sei in una situazione.

E in questa situazione, mi conviene pagare subito l’investimento? 

Assolutamente no! Anzi, visto che ci sei fatti dare due spiccioli in più così riporti in grande equilibrio la tua azienda.

L’obiettivo è fare in modo che il capitale fisso sia coperto dal passivo consolidato con l’aiuto del capitale proprio.

Se arrivi in questa situazione la tua situazione sarà ottimale.

Punto 3 – A un passo da problemi seri

Se il tuo attivo circolante non copre il passivo corrente neanche smobilizzando il magazzino allora hai un problemone.

Ma il problema non lo risolvi solamente chiedendo dei finanziamenti per provare a riequilibrare la situazione. Probabilmente hai un problema nel conto economico, magari poca marginalità, chissà!

Ecco perchè devi saper controllare perfettamente la tua azienda!

Ritrovarsi in questa situazione quando si ha un capitale proprio molto risicato è un attimo. Fai un investimento sbagliato o mal programmato, qualche perdita ed eccoti qua, nel caso in cui nessuno si vorrebbe identificare.

Non devi assolutamente ritrovarti qui.

Quando sei in questa situazione significa che stai finanziando con fonti breve durata investimento di lunga durata. Malissimo! Ecco cosa provoca la vecchia idiozia del pago subito perché non voglio debiti portata all’estremo!

Ha sempre l’acqua alla gola! Ecco il motivo. Nei video che trovi nelle risorse grauitite ti spiego altri trucchi per controllarli meglio.

Raccomandazione finale

I debiti fanno parte della naturale vita dell’azienda. Semplicemente bisogna saperli gestire in modo corretto e non respingerli a priori.

Questo è uno strumento semplice che nessuno dei tuoi falsi amici (commercialista, software house, impiegata associazione di categoria) ti insegna mai.

Non hanno tempo, sono impegnati e tu non sai che potresti essere in una situazione davvero molto rischiosa.

O magari ci stai andando a finire dritto per dritto in questo buco!

Le informazioni guidano il mondo e anche la tua azienda. Smetti di navigare vista e riprenditi il controllo della tua azienda, ora!

Devi ridefinire il tuo indebitamento a breve così non ti impiccio con le scadenze.

Ho deciso di dati un premio, scarica un modellino per creare velocemente il tuo Diagramma di composizione. Clicca qui!

Autore: Marco Gennari

Trasformo idee in business reali | Consultant @ AP & P | President of MY Delta | Member of A.P.R.I. Academy | Project Manager @ Surplus

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