L’unica persona che non può aiutarti a controllare la Tua Azienda è il tuo commercialista!

Apriti cielo!

Questa affermazione è davvero forte eppure… è la sacrosanta verità!

Il tuo commercialista non ti può aiutare a controllare la tua azienda semplicemente perché, di gestione, non ci capisce assolutamente nulla!

Assurdo vero? La persona che da sempre pensi ti possa aiutare in azienda in realtà è l’unica dalla quale dovresti prendere le distanze!

Solo per queste cose, sia chiaro… nulla di personale!

Non ci credi? Pensa che lo stesso Ordine dei Dottori Commercialisti vieta ai propri iscritti di essere soci e amministratori di società di capitali, con il risultato che, la prima persona che da sempre ti viene in mente come possibile aiuto alla tua attività di imprenditore, è la stessa che ti devi togliere dalla testa!

Il tuo commercialista non è un imprenditore! Non può esserlo e non lo sarà mai!

Ci prova, ma…

Il tuo commercialista ti calcola le tasse, ti dice (o dovrebbe) fornirti le giuste soluzioni per abbattere legalmente la pressione fiscale, può dirti se ci sono delle opportunità per ricevere dei fondi speciali ma… non ti può aiutare nella gestione.

Prima di metti in testa questa cosa e prima inizierai a chiedere le informazioni giuste all’unica persona che realmente può darti queste risposte: TU!

Si! Proprio tu! E nessun altro.

Tu sei l’unico al quale la tua impresa interessa davvero. Non il commercialista, non la software house, non l’associazione di categoria, non la responsabile amministrativa o i tuoi dipendenti. Tu e solo tu!

Da dove puoi partire per colmare il gap di informazioni che hai accumulato in questi anni perché ti sei fidato delle persone sbagliate?

Semplice, dalle cose elementari.

Le case si costruiscono dalle fondamenta, non dal tetto.

Per questo potresti iniziare a prendere confidenza con questi 4 aggregati di conto economico con cui devi assolutamente familiarizzare se vuoi davvero controllare la tua azienda:

  • Il Margine di Contribuzione Industriale;
  • Il Costo dei Prodotti Venduti;
  • EBIT (Earnings Before Interest and Taxes, ovvero “utili prima degli interessi e delle imposte”);
  • EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization, ovvero “utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti”).

Questi sono dogmi, regole, assunti… non c’è interpretazione in quanto leggerai nelle prossime righe. I concetti sono così come sono descritti. Sono immutabili e non interpretabili.

Valgono per me, per te, per il commercialista e per tutti gli abitanti del pianeta terra.

Quindi, imparati una volta, te li porterai avanti per sempre!

Il margine di contribuzione industriale

Il margine di contribuzione industriale è un aggregato dell’omonimo riclassificato del conto economico.

Misura quanto margine metti a disposizione della copertura dei costi fissi aziendali dopo che hai sottratto i costi variabili ai ricavi netti di vendita.

Quindi, velocemente, dopo che avrai capito guardando il tuo bilancio di verifica quali sono i costi variabili e quali sono i costi fissi potrai costruire il dato del margine di contribuzione (se non sai che cos’è il bilancio di verifica non preoccuparti, siamo tra amici… qui trovi definizione ed esempi).

Ti Basta costruire uno schema molto semplice come quello che vedi di seguito:

Ricavi netti

– Acquisto materie prime, consumo, sussidiarie e merci

– Costi variabili per servizi di Produzione (Ap)

+/- Variazione delle rimanenze (Vm)

= Margine di Contribuzione Industriale

– Costi Variabili di Vendita (Cv)

= Margine di Contribuzione Aziendale

– Costi fissi aziendali (Cf)

= Reddito operativo

+/- Gestione extra caratteristica, finanziaria, straordinaria e fiscale

= Utile / Perdita d’esercizio


Ma… a cosa ti serve veramente il margine di contribuzione industriale e dove puoi applicare questi concetti?

Ti faccio un elenco veloce che puoi approfondire nell’articolo in cui ti parlo dettagliatamente di questo riclassificato:

  • Analizzare il break-even point;
  • Analizzare la marginalità delle linee di prodotto;
  • Fissare in modo corretto i prezzi di vendita!

Costo dei prodotti venduti

Questo aggregato è più difficile da costruire del precedente ma con un po’ di attenzione di astuzia vedrai che lo metteremo in riga.

In questo caso, oltre ai costi variabili devi considerare i costi fissi diretti e indiretti di produzione come:

  • Il costo del personale di produzione;
  • Gli ammortamenti delle immobilizzazioni impiegate nel processo produttivo;
  • Le utenze dedicate alla produzione;
  • ecc.

Se riesci ad individuare precisamente queste sue voci di costo allora il gioco è fatto! Ma, per farlo, devi soddisfare queste 3 condizioni essenziali, di 2 le conosci già.

  1. Devi avere la contabilità interna. Non dal tuo commercialista, non dall’associazione di categoria, non da chiunque altro non sia la tua azienda! L’azienda è tua, la contabilità è tua e te la devi tenere tu! Stop.
  2. La contabilità deve essere aggiornata. Al millimetro! Non puoi fare scherzi quando devi analizzare la tua azienda. I dati ti servono perfetti! Senza se e senza ma! P-e-r-f-e-t-t-i! Non puoi permeteri di prendere delle decisioni sui dei dati che non sono aggiornati. Cosa succederebbe se concludessi un’affare ad un prezzo che pensi ti garantisca il 40% di margine industriale quanto in realtà è del 15%? Sarebbe un distrastro!
  3. Devi aver impostato un sistema di contabilità industriale. Qui la situazione si complica e merita una spiegazione più lunga e complessa che rimando ad un prossimo articolo. Ti basta pensare che il primo passo per riprendere il controllo della tua azienda è impostare le giuste procedure per avere sempre la contabilità aggiornata secondo criteri molto precisi. Il secondo passo, ovvero l’evoluzione del Metodo Surplus che sviluppo con i miei clienti avanzati, consiste nello stabilire procedure perfette per controllare ogni singolo centrimetro della tua produzione, senza toccare un foglio di excel e con la semplicità di poter cliccare solo 1 pulsante per avere tutte le info che ti servono.

Contabilità Generale is for boy, Contabilità industriale is for man

Tornando a noi, lo schema del conto economico riclassificato a ricavi e costo del venduto è il seguente:

Ricavi netti

– Consumi di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci (Am)

– Atri costi variabili di produzione (Ap)

– Costo del personale di produzione (Psp)

– Ammortamenti diretti (Atd)

+/- Variazione delle rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione e semilavorati (Vms)

[ Costo dei prodotti finiti = Am + Ap + Psp + Atd +/- Vms ]

+/- Variazione delle rimanenze dei prodotti finiti (Vmm)

[ Costo dei prodotti venduti = Costo dei prodotti finiti +/- Vmm ]

= Gross profit

– Costi fissi aziendali

= Reddito operativo

+/- Gestione extra caratteristica, finanziaria, straordinaria e fiscale

= Utile / Perdita d’esercizio


Se hai un’azienda produttiva, che impiega persone e macchine nel processo di realizzazione dei propri prodotti devi pensare sempre a questo riclassificato.

Se la componente delle lavorazioni interne, ovvero il costo delle persone e delle macchine impiegate (in termini di ammortamento e consumi) è importante, allora direi che questa configurazione è imprescindibile.

Non puoi considerare solo in termini di copertura dei costi variabili di produzione per capire le tue performance. Sono d’accordo sul fatto che sia la soluzione più semplice, ma non è quella ottimale.

Devi prenderti cura di questi costi definiti “costi fissi diretti e indiretti di produzione”!

Controllare questi costi, per TE, significa recuperare in soffio qualche percentuale di margine.

EBIT & EBITDA

Roba da manager, commercialisti o entrambi ;).

In termini di informazioni, sono gli aggregati più poveri in assoluto!

Un imprenditore che vuole analizzare le sue performance guarda di rado questi dati. Il problema è che per arrivare a questi dati puoi utilizzare una riclassificare del conto economico detta a “valore aggiunto” che è sostanzialmente aderente allo schema previsto dal codice civile agli articoli 2424 e 2425.

In questo riclassificato i costi fissi sono mescolati con costi variabili e la lettura di alcune voci è assolutamente inutile.

Detto questo, perché li usano tutti?

  • Perché sono facili da calcolare ed è universale. Pertendo da un bilancio depositato è possibile arrivare alla loro definizione in modo universale. Tutti faranno lo stesso calcolo. Nessuno lo può sbagliare. Nemmeno all’estero. Quindi tutti parlano la stessa lingua. Non male direi.
  • Perchè è la base per calcolare il valore di un azienda. Esatto! Quando vorrai vendere la tua azienda e calcolarne il valore dovrai partire da questo numero. Ma te lo spiegherò in altro articolo.

Ma torniamo alla modalità di calcolo. Per arrivare in modo facile alla definizione di questi valori, dovrai seguire lo schema:

Ricavi netti

+/- Variazione rimanenze prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti

+/- Variazione dei lavori in corso su ordinazione

+ Incrementi di immobilizzazioni per lavorazioni interne

= Valore della produzione caratteristica

– Costo per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

– Costi per servizi

– Costi per il godimento di beni di terzi

+/- Variazione delle rimanenze materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

– Accantonamenti per rischi

– Altri accantonamenti

= Valore aggiunto

– Costi per il personale

= EBITDA Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization

– Ammortamenti

– Svalutazioni

= EBIT Earnings Before Interest and Taxes

+/- Gestione extra caratteristica, finanziaria, straordinaria e fiscale

= Utile / Perdita d’esercizio


Purtroppo non troverai conforto chiedendo al tuo commercialista e tanto meno chiedento alla tua software house ti costuirti improbabili report di analisi.

L’unico modo che hai per calcolare questi indicatori è sbatterci la testa e iniziare a fare qualche calcolo aiutandoti con i miei video.

Se vuoi iniziare subito a riprendere il controllo della tua azienda clicca qui > https://surplus.clickfunnels.com/3-indicatori-per-governare-la-tua-azienda, altrimenti continua a rimanere ostaggio della pigrizia delle altre persone.

Autore: Marco Gennari

Trasformo idee in business reali | Consultant @ AP & P | President of MY Delta | Member of A.P.R.I. Academy | Project Manager @ Surplus

Lascia un commento