Meglio essere un “grande lavoratore” o un “grande imprenditore”?

La risposta “naturale” è “entrambi”, ma…

C’è una sostanziale differenza tra essere un grande lavoratore e un grande imprenditore.

Lo dice la parola stessa.

Un grande lavoratore si dedica completamente al proprio lavoro, al “fare le cose”, alla parte tecnica della sua attività; un grande imprenditore si concentra sulla sua impresa, sulla gestione e sulla sua capacità di produrre flussi di cassa.

Non è un dettaglio!

Concentrarsi sul proprio lavoro è sicuramente importante ma il tuo fine, se sei un imprenditore, deve essere quello di far crescere la tua impresa.

Non significa dimenticarsi dell’operatività. Significa ricordarsi qual è il tuo ruolo in azienda.

Se sei un grande lavoratore e sei convinto che l’unica cosa che conta sia lavorare, per te l’importante è “solo” lavorare tanto.

Se sei un grande imprenditore sai benissimo che lavorare tanto per portare a casa margini risicati e problemi finanziari per colpa di clienti che non pagano non ha mai portato buoni risultati.

Questo accade di continuo.

Se parti dal presupposto “L’importante è lavorare” significa che vuoi portare a casa del fatturato per gonfiare un numero inutile come i ricavi!

Il fatturato non conta! L’unica cosa che conta è la cassa.

La cassa la fai con i margini!

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Come capire una volta per tutte quanto stai guadagnando, in qualunque momento e senza avere nessuna conoscenza contabile!

E’ increbile come i dati aziendali essenziali siano sempre così difficile da trovare. Non trovi? Ogni volta che vuoi avere delle informazioni sulla tua azienda trovi degli ostacoli, come se controllare la tua attvità fosse una cosa straordinaria!

Entri in amministrazione e tutti sono indaffarati. Tu chiedi dei dati fondamentali e nessuno riesce a darteli.

Chiami il commercialista e ti risponde “ti servono subito?”; ma secondo te, se te li chiedo ora, per quando mi servono?

Chiami l’associazione di categoria e chi ti segue è in ferie e pensi “ma sono solo io l’unico che non va in ferie”.

Quando riesci a parlare con il commercialista ti dice “eh sai, con la tua forma societaria queste informazioni sono difficili da ottenre!”. E pensi “ma se me l’hai detto proprio il commercialista di non diventare mai una Srl per non avere più burocrazia!”.

E’ tutto così surreale che sembra uno scherzo, ti capisco. La maggior parte degli imprenditori nostri clienti, capitani di Srl, prima di iniziare ad aiutarli avevano sempre queste difficoltà. Antichi retaggi secondo cui:

  • La contabilità è per pochi e pochi ci possono mettere le mani;
  • Solo il commercialista deve avere accesso a queste informazioni;
  • Ci vuole pazienza per fare le cose e aggiornare i dati.

Credimi, spesso ti prendono in giro giocando sul fatto che tu sei concentrato su altre cose. E’ brutto da dire ma è così. In più chi dovrebbe aiutarti, come il tuo commercialista, l’associazione di categoria o tua stessa amministrazione non lo fa, perchè quello che chiedi richiede uno sforzo!

Scusa ma, cosa li paghi a fare?

Ma andiamo oltre.

Calcolare la marginalità è davvero molto semplice ed è un esercizio che puoi fare ogni volta che vuoi.

Troverai molti ostacoli, garantito!

Per farlo, ti basta una condizione base, due concetti essenziali e 5 dati precisi della tua azienda. Niente di più!

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